Macelleria 1935 con il nonno Guido

Botteghe storiche a Firenze: il macellaio diventa chef nella “ristomacelleria”. E riscopre piatti antichi come il maiale tonné

Firenze, In cantina e in cucina

Novità all’interno del Mercato di Sant’Ambrogio, il più antico di Firenze: sabato 14 ottobre 2017 nasce la prima “ristomacelleria” della città. Nella bottega di Luca Menoni – quasi cento anni di storia alle spalle -, oltre che venduta, la carne sarà cucinata secondo ricette della tradizione toscana e i frequentatori del mercato in cerca di antichi sapori, avranno l’opportunità di gustare ottimi piatti pronti di carne da consumare direttamente sul posto, nella nuova e suggestiva “Terrazza Menoni”, allestita sopra l’omonima macelleria di Luca, vero e proprio santuario della carne a Firenze.Macelleria 1935 con il nonno Guido

È fissata per sabato mattina dalle 10 in poi l’inaugurazione della macelleria (impreziosita da gigantografie d’epoca che raffigurano com’era una volta la vita al mercato), e del nuovo spazio “aereo” che presto ospiterà anche mostre di disegno, pittura e fotografia e dalla quale ci si potrà affacciare sulla brulicante vita del mercato. Quindi da lunedì 16 ottobre si potrà gustare carne tutti i giorni, tra le 11 e le 14.30.

La scelta delle carni della Macelleria Menoni – aperta nel 1921 da Guido Fanfani, suocero di Virgilio Menoni (e babbo di Luca) – è frutto di un’esperienza professionale tramandata da tre generazioni e di un’accurata selezione di allevamenti e razze.

Luca Menoni
Luca Menoni, in alto la macelleria nel 1935

Anche per questo i piatti pronti che di volta in volta potranno essere gustati, saranno a base di carni di qualità superiore.

 Il menù che sarà offerto dalla “ristomacelleria” seguirà principalmente il passare delle stagioni e comprenderà ogni volta tre/quattro specialità di carne pronta (a scelta tra manzo, maiale, pollame, vitella di latte e cacciagione), realizzate secondo ricette anche elaborate: sarà possibile farsi sedurre da insalata di lesso (bollito, per i non fiorentini), di trippa o di pollo, dal peposo o dallo stracotto, dallo stinco con le verdure o dal trancio di prosciutto cotto a bassa temperatura, dalla lingua salmistrata, che richiede almeno una decina di giorni di preparazione, o dal maiale tonné, ricetta a rischio perenne di oblio.

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