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ApritiMODA, con la mappa (stampata da Artigraf-Toccafondi) un itinerario in 13 tappe nelle maison fiorentine. Il 24 e 25 marzo

Firenze, Moda e Artigianato, Pisa

Dalla boutique con vista su Ponte Vecchio di Aquazzura, sulle cui scarpe svettano modelle e attrici, al palazzo di Enrico Coveri, sul lungarno opposto, dal Museo Gucci, con annesso ristorante griffato, all’atelier dei profumi creati su misura dal maitre perfumer Sileno Cheloni per Aquaflor, fino al laboratorio di Ermanno Scervino, fuori dalle “mura” cittadine: i luoghi della moda e del lusso made in Florence sono svelati e collegati in un unico itinerario, grazie ad ApritiMODA, la manifestazione che apre le porte delle storiche maison per visite libere e gratuite sabato 24 e domenica 25 marzo 2018. Laboratori, atelier e palazzi dedicati saranno rintracciabili su una vera mappa, stampata da Artigraf-Toccafondi, azienda tipografica vicina ai brand più significativi della moda italiana da oltre 50 anni. Cartina alla mano sarà possibile cimentarsi in una sorta di “caccia al tesoro” di lusso per scoprire cosa si nasconde dietro le vetrine, dove sopravvivono lavorazioni uniche.Apritimoda_3

Tredici le tappe incluse nell’itinerario, per lo più nel centro storico di Firenze: Aquaflor (Borgo Santa Croce 6), Aquazzura (Lungarno Corsini 8), Emilio Pucci (via dei Pucci 6), Enrico Coveri (Lungarno Guicciardini 19), Gucci (piazza della Signoria 10), Lorenzo Villoresi (via de’ Bardi 12), Loretta Caponi (piazza Antinori 4r / via delle Belle Donne 28 r), Museo della Moda e del Costume (piazza Pitti 1), Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella (via della Scala 16), Salvatore Ferragamo (piazza Santa Trinita 5r), Stefano Ricci (via dei Pescioni 1), a cui si aggiungono due spot fuori porta, da Amedei a Pontedera (loc. La Rotta) e da Ermanno Scervino in via di Tizzano 169 a Bagno a Ripoli.

Artigraf-Toccafondi nasce da un percorso che aggrega tre precedenti imprese dell’hinterland fiorentino, grazie all’operazione della holding Nest Investimenti dell’imprenditore Niccolò Donzelli. Lo scopo dell’intera operazione era quello di mantenere il know-how e la produzione sul territorio, valorizzando un saper fare toscano e una preziosa rete di contatti. Obiettivo in linea oggi con la manifestazione ApritiMODA, che si prefigge di promuovere la creatività fiorentina e al tempo stesso il luogo in cui si accende la scintilla dell’ispirazione: Firenze, culla non solo del Rinascimento, ma anche della prima sfilata di moda d’Italia.

“Aprire le porte degli atelier di Firenze è un’esperienza stupefacente per la nobiltà dei luoghi, l’unicità delle lavorazioni, la ricchezza della storia depositata in ogni angolo di questa città unica nel suo genere. Un progetto come ApritiModa – che vuole rendere tutti partecipi delle bellezze e delle capacità straordinarie che esistono nelle nostre città – non poteva che avere accanto Artigraf-Toccafondi, una realtà che interpreta e diffonde al meglio quel tesoro inestimabile”, ha ricordato Cinzia Sasso, ideatrice di ApritiMODA.

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“Le maison e le aziende – aggiunge Maria Canella, docente di storia della moda all’Università degli Studi di moda, che ha sviluppato la manifestazione insieme a Cinzia Sasso – apriranno le loro sedi, nella convinzione che uno degli assi portanti dell’eccellenza del Made in Italy risieda nello straordinario valore di un patrimonio storico di creatività e artigianalità. Gli atelier di Firenze, come nella precedente edizione a Milano (nelle foto), si riempiranno di un pubblico attento e consapevole, che coglierà questa occasione per comprendere tutta la fatica, l’impegno e la professionalità che caratterizzano il backstage della moda. Con questa manifestazione ApritiMODA dà il via a una nuova dimensione della comunicazione della moda, attraverso un modello d’interazione tra le maison e il grande pubblico (fatto anche di studenti e di giovani che muovono i primi passi in questo settore), che va a costituire una novità interessante in quanto evento condiviso e aperto a tutti i brand, ma anche a tutte le istituzioni che sostengono questo settore centrale per la nostra economia”.

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