foto fabrizio zollo

Alla Biblioteca San Giorgio i ritratti atemporali di Fabrizio Zollo

Pistoia, Pistoia Capitale 2017

Fino al 23 settembre 2017 all’ Art Corner della Biblioteca San Giorgio a Pistoia è possibile vedere la mostra fotografica di Fabrizio Zollo dal titolo “Rosa d’anima: ritratti atemporali”.
“Lunga tradizione – spiega Antonio Castronuovo – ha il ritratto fotografico, da Nadar a Lewis Carrol, da Étienne Carjat fino al celeberrimo volto della ragazzina afghana di Steve Mc Curry. E in tutti i casi l’idea-guida del fotografo è stata quella di immortalare, assieme ai caratteri fisici del volto della persona, anche le sue qualità non visibili: il carattere, l’umore, la natura umana. Se il ritratto fotografico riesce a cogliere ambedue gli aspetti, ad armonizzare la fisicità del soggetto con quei caratteri “invisibili” che in un buon ritratto si fanno paradossalmente “visibili”, ecco che il fotografo ha conquistato il fine di quello scatto meccanico che a molti sembra cosa banale. Fabrizio Zollo entra a pieno regime tra i più interessanti ritrattisti contemporanei: di alto tenore la forza espressiva dei suoi scatti, pregevole la capacità di accordare mente e fotocamera, di effetto singolare la durezza comunque morbida della luce, l’abilità di ottenere molto da una spoglia scenografia. Una forza che si moltiplica con l’uso del bianco e nero e la temperata allusione al nudo. Cenni corporei che non diventano imperativi: nelle foto di Zollo si finisce per incontrare lo sguardo delle giovani fissate nel micro-secondo di apertura dell’obbiettivo, è fatale restare sedotti da quegli sguardi che ci guardano. Effetto che solo il fotografo di rango sa restituire”.foto fabrizio zollo 1

Ecco invece le riflessioni dell’autore: “Le foto esposte, frutto della passione ritrattistica trasmessami dal padre fotografo militare e di quella per l’antropologia, affrontano il tema del volto femminile nell’ambizione di rappresentarne ad un tempo la resa fisiognomica, classica nelle posture, e i sentimenti che l’espressione del volto tradisce (di malinconia, riflessione, timore, noia, sofferenza, disprezzo). Le immagini in bianco e nero sono state realizzate nel mio studio pistoiese di via Vitoni (l’antica Via del Vento), con la sola luce naturale proveniente dalle finestre e senza interventi di postproduzione. Le modelle hanno lasciato in queste immagini un aspetto ‘del sè’ nel quale stenteranno a riconoscersi e che pure appartiene loro, o meglio che è loro appartenuto, almeno in quell’istante irripetibile di una giornata della loro vita nella quale «l’occhio del ladro» (nell’espressione del poeta Beppe Salvia) ha deciso di premere il tasto della macchina fotografica. Queste immagini, nella loro fissità da statue di sale, mano mano che trascorrerà il tempo, osserveranno sempre più distanti il procedere della vita delle modelle di cui sono la sembianza, e resteranno mute testimoni di un lontano istante rubato”.

Zollo nasce a Pistoia nel 1946. Si laurea all’Università degli studi di Firenze in Scienze Economiche e Commerciali, anche se la sua vocazione è sempre stata quella artistica e letteraria. Dai primi anni Sessanta è il suo approccio con la fotografia. Nel 1974 inizia a dipingere, in chiave figurativa espressionista. A partire dallo stesso anno ricopre tramite pubblico concorso il posto di provveditore-economo nell’amministrazione comunale di Pistoia. Nel 1975 accede tramite esame all’Accademia di Belle Arti di Firenze che frequenta per oltre due anni nel poco tempo libero che il lavoro gli consente. A partire dagli stessi anni datano le sue amicizie nell’ambiente artistico cittadino, condividendo anche per otto anni lo studio con lo scultore Valerio Gelli. Dal 1978 inizia ad esporre i suoi dipinti in varie mostre personali, sino a quella del 1986 nel Palazzo Vescovile di Fiesole assieme agli artisti pistoiesi Aldo Frosini e Mirando Iacomelli. Nel 1985-’86 frequenta i corsi liberi di nudo dell’Accademia di Belle Arti di Firenze. Dal 1988 al 1995 dirige anche la Tipografia comunale di Pistoia, per la quale cura i progetti grafici di alcuni volumi e cataloghi d’arte, tra i quali quello per la nuova sede del Museo Marino Marini nel palazzo del Tau di Pistoia. Sempre dal 1988 scrive articoli di critica d’arte per giornali quotidiani e si occupa saltuariamente di grafica e design.via del vento edizioni Nel 1991, stimolato dalla storia letteraria di via del Vento (l’attuale via Ventura Vitoni che fiancheggia la Basilica della Madonna dell’Umiltà a Pistoia, ove nei primi decenni del Novecento trascorsero la giovinezza gli scrittori Gianna Manzini e Piero Bigongiari), fonda le Edizioni «Via del Vento» (qui il sito ),  inaugurandole con l’omonima collana «I quaderni di via del vento». Nel 1994 affianca a questa la collana «Ocra gialla», che come la prima tratta testi inediti e rari di grandi scrittori del Novecento. Nel 1995 alle due collane di narrativa aggiunge la collana di poesia «Acquamarina» contenente testi inediti in Italia di grandi poeti stranieri e nel 2006 la collana «Le Streghe» riservata alle grandi figure di artisti e letterati pistoiesi dell’Ottocento e Novecento. Dal 2005 si dedica sempre con maggiore assiduità all’altra sua passione, quella della fotografia, nelle tematiche del ritratto e del nudo femminile, esponendo selezioni di suoi lavori in varie mostre personali.

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